Sensori d’assenza

C’è un istante in cui il bosco sembra trattenere il respiro.

Lo fa da millenni, da prima dell’uomo. Ha i suoi ritmi, la sua voce, i propri tempi.

Non cambia.

Forse siamo troppo distratti per sentirlo.

Mi hanno sempre insegnato a misurare tutto.
Così ho sparso Sensori lungo il crinale per verificare se l’assenza esiste davvero.

Ho provato a rendere visibile il vento, a raccogliere la luce per restituirla di notte, a rilevare il respiro della terra.

Forse non serve.

Serve soltanto restare a guardare, immobili…

E lasciare che il bosco continui a respirare.