Paolo Infortuna lavora con materiali fragili e ostinati:

ferro, carta, polvere, ruggine, stucchi e colle.

Le sue sculture non illustrano eventi.

Mettono sotto pressione il corpo umano e ciò che gli gira intorno:

conflitto, cedimento, memoria, resistenza.

Le opere nascono spesso da strutture semplici, quasi primitive, dove il peso, il tempo  

e l'equilibrio, diventano parte del linguaggio